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Seaview Penthouse

Seaview Penthouse
Descrizione
In bilico tra l'orizzonte adriatico e la pineta di Viale Buozzi, un intervento d'interni di 130 metri quadrati rilegge la complessità spaziale attraverso una spiccata attitudine sartoriale, trasformando i vincoli impiantistici in una sofisticata architettura d'arredo. 
 
IL PRINCIPIO DI SOTTRAZIONE E LA FLUIDITÀ PROSPETTICA 
Progettare nello spazio denso del paesaggio costiero di San Benedetto del Tronto ha imposto una riflessione concettuale sulla percezione del limite spaziale. L'intervento prende forma da un rigoroso principio di sottrazione muraria, eliminando le partiture verticali opache per plasmare una pianta libera, fluida e dinamica. Nella nuova articolazione della zona giorno, i volumi d'arredo custom sostituiscono i muri tradizionali, ritmano le funzioni abitative, definiscono le soglie e perimetrano gli ambienti senza interrompere il flusso continuo dello spazio. 
Da questa continuità geometrica nasce una macchina prospettica, lo sguardo attraversa l'open space in ogni direzione, permettendo alla luce naturale, al profilo del faro e alla presenza del mare di penetrare profondamente nell'abitare. 
INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA E IL RACCONTO DEI QUATTRO ELEMENTI 
La complessità formale trova il suo valore aggiunto nella totale mimetizzazione della componente tecnologica. L'intero corpus impiantistico, dal sistema radiante a pavimento con ventilazione meccanica controllata (VMC), ai moduli di deumidificazione, collettori e quadri elettrici è stato meticolosamente integrato nelle architetture in falegnameria. Liberati dalle interferenze tecniche, gli ambienti diventano la tela su cui si sviluppa una narrazione materica legata ai quattro elementi naturali (Aria, Fuoco, Acqua e Terra), dove la tattilità delle superfici guida la percezione sensoriale. 
ZONA GIORNO: GEOMETRIE FLUTTUANTI E SCENOGRAFIE DI LUCE 
L'esperienza spaziale si apre nell'ingresso con una quinta di pannelli scorrevoli che reinterpreta la leggerezza stilistica delle pareti giapponesi Shoji. Questo diaframma dinamico risolve l'accesso all'antibagno ospiti e al guardaroba, mentre il portone blindato filo muro si fonde nella finitura laccata delle pareti adiacenti. 
Il progetto illuminotecnico lavora in profondità per scolpire i volumi: evitando un'illuminazione indifferenziata, le sorgenti luminose si posizionano su piani sfalsati per eliminare le zone d'ombra e far risaltare ogni dettaglio compositivo. 
Il volume laccato chiaro segna la transizione tra vestibolo e blocco cucina, inglobando colonne frigo, cantina vini climatizzata, vetrina e una zona di lavoro celata da ante rientranti. Al suo interno si incastra il mobile suspended in rovere fumo, sormontato da uno specchio fumé che amplifica i rilanci visivi verso la zona notte. Al centro dell'open space risalta l'isola cucina in pietra lavica monolitica: la posa a sbalzo suggerisce un'idea di sospensione, garantendo la vista verso il faro e la costa adriatica. Il living dialoga con una parete attrezzata suspended e retroilluminata, completata da una pedana a terra in pietra lavica scura con biocamino integrato. 
Oltre i pannelli scorrevoli si svela l'antibagno ospiti, dominato dalla forma scultorea del lavabo freestanding in marmo Cremo Delicato con rubinetteria a colonna. Nel bagno ospiti prende vita l'elemento Terra, attraverso superfici calde e materiche nei toni dell'argilla e della terracotta, sormontate da un soffitto teso retroilluminato a "effetto cielo" che dilata la percezione dello spazio. 
ZONA NOTTE: TRASPARENZE, RIFUGI PRIVATI E L'ESPERIENZA IMMERSIVA DELL'ACQUA 
La transizione verso gli ambienti più intimi è segnata da una scenografica porta pivotante a tutta altezza, filtro dinamico che fa fluire la luce naturale anche nei corridoi. Il disimpegno adotta la fluidità della resina continua su pavimento e pareti, nella quale si mimetizzano due porte filo muro accostate al calore del rivestimento in noce canaletto. 
Il bagno della zona notte incarna la suggestione dell'elemento Acqua, un invaso rilassante avvolto da grandi lastre ceramiche blu oltremare accostate alla resina. Il piatto doccia a doghe in teak, richiamo all'ambiente balneare, si unisce a un'illuminazione d'atmosfera studiata per trasformare l'assenza di luce diretta in un'occasione di intimità. 
Nella suite padronale, separata dal guardaroba da un pannello scorrevole opaco in stile Shoji rivestito in tessuto, la cabina armadio integra un letto a scomparsa, consentendo al vano di funzionare sia come estensione della suite sia come stanza autonoma. Il dialogo con il bagno en suite avviene mediante filtri visivi: una partizione in vetro cannettato satinato con porta scorrevole in noce canaletto, raccordata al controsoffitto nella stessa essenza della camera. Nel bagno en suite domina il gres effetto basalto del box doccia walk-in con cromoterapia, in contrasto con la purezza della mensola suspended in Corian con vasca integrata. 
La camera ospiti, caratterizzata da tonalità calde in rovere naturale e laccati chiari, presenta un armadio sospeso con anta in tenda bouclé arancione. Il layout offre grande flessibilità grazie a un sistema di letti scorrevoli su mensola continua retroilluminata in rovere, configurabili come due letti gemelli o un unico matrimoniale. 
OUTDOOR E CONTINUITÀ VISIVA 
Il dialogo tra interno ed esterno trova massima espressione nell'ampio terrazzo di 50 metri quadrati, prolungamento dell'open space living. La soglia vetrata si smaterializza tramite il rivestimento in decking. Arredato con elementi essenziali, lo spazio outdoor si trasforma nella bella stagione in una stanza all'aperto, in totale continuità visiva e concettuale con la zona giorno. 
Superficie
130mq
Località
San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
Stile
Planimetria
Ambienti
Open Space
45 mq
Bagno di Servizio
5 mq
Corridoio
4 mq
Camera da Letto
14 mq
Bagno
5 mq
Cabina Armadio
9 mq
Camera Ospiti
12 mq
Bagno
4 mq
Terrazza
50 mq
Progetto di
Alessandro Magno Studio
Architetto, Studio di architettura
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