
Ci sono case che si accendono con un cuscino. E poi ci sono case in cui il colore non è un accessorio, ma la struttura stessa del progetto.
Questa, affacciata sul Golfo di Napoli, appartiene alla seconda categoria. Centodieci metri quadrati in cui blu, verde e viola non decorano: orientano, dividono, collegano. Un progetto firmato da Area Dieci Architettura, lo studio di Francesca Sannino e Ciro Scognamiglio, che abbiamo visitato per una nuova puntata di Spazi Belli Exclusive Open House.
Qui l'esclusività non è silenziosa. È esattamente il contrario.

I proprietari sono una giovane coppia di medici. Volevano una casa con una forte identità cromatica, ma anche accogliente e comoda da vivere, perché amano ricevere e stare in famiglia.
L'appartamento di partenza era l'esatto opposto. Un palazzo con una vista straordinaria sul Golfo, e la vista non si vedeva: un ingresso grande e poco funzionale, una minuscola sala da pranzo, un lungo corridoio su cui si affacciavano tutte le stanze. Le pareti divisorie schermavano il paesaggio, e per vedere il mare bisognava quasi uscire sul terrazzino. La cucina stava dal lato opposto, dove oggi c'è la camera da letto.
La ristrutturazione è stata totale: layout, impianti, arredi su misura, fino ad arrivare alla scelta dei cuscini. Questo livello di controllo, come vedremo, è la ragione per cui il progetto funziona.

Appena entri capisci che il colore, qui, non è un tocco puntuale.
Sei metri quadrati di ingresso filtro trattati come una scatola cromatica: un azzurro tendente al blu steso su pareti e soffitto, senza interruzioni. Dentro, una cappottiera su misura laccata nello stesso RAL delle superfici, così da sparire. E uno specchio a tutta altezza, contenitivo, che allarga la percezione dello spazio.
Regola d'oro. Negli ingressi lo specchio è fondamentale. Se poi è contenitivo, guadagni due cose nello spazio in cui ne hai meno.

Il dettaglio da rubare è il portale verso il living, volutamente più scuro dell'ingresso. Non è un errore di tinta, è uno stacco. Lo studio ha lavorato su tre colori, blu, verde e viola, ma anche sulle diverse tonalità di ciascuno. Quel portale segna il passaggio da un ambiente all'altro senza bisogno di una porta.
Da qui nasce la logica che tiene insieme tutta la casa. Il colore non cambia da una stanza all'altra: sfuma. Il divano è di un verde più scuro, la cucina scivola verso il verde salvia, la parete camino si assesta sul verde oliva. Stessa famiglia, tre respiri diversi.
Il living è alto 2,80 m, poco sopra lo standard. Il progetto valorizza quella misura con tre fasce verticali a tutta altezza: il portale d'ingresso, la parete camino e la grande vetrata. Ognuna crea slancio e allo stesso tempo nasconde qualcosa.
Il pavimento è in parquet. Era una richiesta della committenza, ma anche una scelta strategica: serviva una base neutra e calda su cui far emergere arredi e finiture.

Per la parete TV la richiesta era di restare minimal. La risposta è un segno orizzontale pulito, fatto di cassettoni contenitivi, dentro cui si incastra il camino Palazzetti a gas con ceppi molto realistici a fiamma regolabile. Il rivestimento a lato è una ceramica lucida che riflette la luce e rende la superficie più preziosa. La mossa forte, però, è la forma: la parete si chiude con un arco a tutta altezza, e dal basso si legge perfettamente l'incastro tra la curva e il piano. Il
Sulla parete opposta c'è la libreria, tre metri e mezzo per due e cinquanta di altezza, trenta centimetri di profondità. È stata una delle prime richieste dei committenti, grandi lettori. L'ha realizzata un artigiano ed è montata raso parete, completamente a filo.

Stessa logica nell'angolo successivo. Un pilastro strutturale viene mascherato da una boiserie e affiancato da due contenitori su misura. Uno di questi, nasconde un angolo bar completo, con il colore riportato anche all'interno, uno specchio sul fondo e una zona dedicata ai bicchieri. Chiude l'angolo una porta a tutta altezza che porta alla zona notte.
A tenere insieme tutto c'è la luce. Nel living il progetto lavora su binari a incasso con spot orientabili: illuminazione tecnica, ma usata per costruire scenografie. Ogni elemento importante ha il suo fascio dedicato, dal camino alla libreria, dalla vetrata all'angolo bar. Sopra il tavolo e sulla penisola arrivano invece le sospensioni di design. È questo mix che permette alla casa di cambiare umore a seconda dell'ora.

È l'elemento che cattura lo sguardo appena entri, e probabilmente la cosa più bella della casa.
Si tratta di una vetrata in vetro dicroico, che cambia colore in base a come la luce colpisce la superficie. Da un lato si leggono sfumature di viola, blu e verde, dall'altro la lettura cambia del tutto. Non è un elemento fisso: è mutevole, ora dopo ora.
La scelta non è casuale, perché quel vetro riprende da solo l'intera palette del living. Ma come si progetta qualcosa che non sta fermo? Lo studio si è fatto realizzare un campione da un vetraio e lo ha osservato alla luce del sole e a quella artificiale, verificando come reagiva prima di confermare. Funzionalmente la vetrata separa la cucina dal living, un'altra richiesta della committenza. È il punto in cui estetica e funzione coincidono senza compromessi.

Oltre il vetro, altra stanza e altra sfumatura di verde. La cucina è lunga circa 3,20 m e alta 2,80 m, con una penisola da 2,40 x 1,20 m che è il vero centro operativo della casa. Top e schienale sono in gres, il mobile è su misura, a tutta altezza, con pensili e basi contenitive. Il dettaglio intelligente è la colonna nera che assorbe forno, microonde, frigo e cantinetta: sparisce dentro il colore invece di imporsi come volume.
Cambia anche il pavimento, dal parquet alla piastrella. Serve a marcare il passaggio, ma soprattutto a risolvere un tema pratico, perché il parquet in cucina non è mai la scelta più comoda. E c'è un effetto collaterale bellissimo: il riflesso della vetrata sul pavimento raddoppia lo spettacolo.
Completano l'ambiente una dispensa compatta e una scritta custom sopra la zona operativa, This must be the place. Un modo per dire che la ricerca è finita. Anche se, come scherzano i progettisti, «dicono che la casa giusta, quella per tutta la vita, sia la terza». Qui siamo alla seconda.
Dopo tanto colore, la camera da letto cambia passo. L'atmosfera è raccolta, quasi avvolgente: non vuole stimolare, vuole rilassare. È l'unico ambiente neutro della casa.

La zona filtro che la precede, invece, resta fedele al progetto e riprende il blu del living su pareti e soffitto. Una boiserie su misura nasconde due scarpiere laterali e, al centro, la porta del bagno en suite. Di fronte, tre grandi ante vetrate chiudono la cabina armadio, mentre un grande specchio moltiplica la profondità.
Nella zona letto il fuoco è un arco, con al centro un parato che raffigura un paesaggio dell'antica Grecia. Due lampade volutamente diverse, una sospesa e una d'appoggio, danno carattere all'ambiente. Davanti al letto c'è una madia disegnata dallo studio e realizzata da un falegname, ancora nel dialogo tra blu e rovere.
Nei bagni il colore torna a farsi deciso, e non è un caso: sono gli ambienti in cui ci si concede di più.

Nel bagno en suite torna il verde, in un'altra sfumatura ancora, a contrasto con il cotto del pavimento e il rosa delle pareti rivestite in piastrelle di piccolo formato. È il verde a segnalare la zona vasca, richiesta dalla cliente per rilassarsi dopo le giornate lunghe. Chiude il quadro un termoarredo a due tubi color ruggine, che riprende i montanti del mobile.
Il bagno degli ospiti occupa cinque metri quadrati ed è l'ambiente più coraggioso della casa. Qui il blu del living arriva sotto forma di resina, stesa su tutte le superfici, verticali e orizzontali: un'altra scatola di colore, senza fughe che ne spezzino la continuità. Il contrasto lo danno le piastrelle 15x15 e un arco che mette in evidenza la zona lavabo, dove il mobiletto riprende l'azzurro dell'ingresso.

Il pezzo forte è la doccia, interamente in resina blu, con una grande nicchia che ha uno specchio sul fondo. Dentro c'è anche un LED RGB a soffitto per la cromoterapia, e il tocco finale è un termoarredo giallo, unico accento fuori palette e proprio per questo perfetto.

Questo è Spazi Belli Exclusive Open House. Complimenti allo studio!
Credits
Progetto: Areadieci Architettura
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko