
All'interno di Palazzo Masino, a Torino, un monolocale di nuova costruzione era stato consegnato con il più classico dei layout da costruttore: un unico ambiente, un grande divano letto a ingombrare l'ingresso, una cucina ridotta a puro servizio e funzioni quotidiane accavallate senza vere gerarchie. Corretto sulla carta, ma anonimo e poco adatto a un uso quotidiano più raffinato.
Da questa base parte Maurizio Pol dello studio KK Architecture, che invece di limitarsi ad arredare ha scelto di riscrivere le regole dello spazio. Il concept è racchiuso in una frase: definire le zone senza separare. Su 40 mq, di cui 32 di open space, oltre a un bagno e a un disimpegno all'ingresso, il progetto trasforma un generico monolocale in una casa di carattere, dove semplicità e precisione coincidono con un lusso quotidiano concreto. Tre principi guidano ogni scelta.

Nei piccoli spazi nulla può permettersi di fare una cosa sola. Il fianco del divano lascia il posto a una libreria su misura, quinta essenziale che accompagna l'ingresso come un traino verso il cuore della casa, offre contenimento leggero e nasconde anche un pratico svuotatasche. Il suo fondale in vetro retro-laccato RAL 9010 riflette luce e profondità senza diventare uno specchio dichiarato, alleggerendo il volume.
Dirimpetto, sulla parete opposta, l'alcova con sistema Tumidei risolve il nodo più delicato di ogni casa piccola: la zona notte. Di giorno si presenta come seduta in dialogo con una poltroncina, un punto conversazione; di notte si ribalta in un vero letto matrimoniale, con tanto di illuminazione di cortesia dedicata e vista mantenuta verso la TV. Perché il comfort del sonno, qui, non si sacrifica mai. Sopra, un contenitivo a tutta altezza sfrutta i quasi tre metri disponibili. Libreria e alcova si fronteggiano e definiscono da subito un asse spaziale forte e ordinato, capace di dare ritmo all'ambiente senza una sola parete divisoria.


La luce è un bene prezioso, e negli ambienti compatti diventa parte integrante del progetto. Tra la cucina e la zona notte, un grande specchio a tutta altezza moltiplica la luce naturale che arriva dalla finestra, raddoppia la profondità e mette in relazione diretta le due aree. A questo si aggiunge un secondo specchio, che riflette la cucina e alleggerisce la percezione dell'armadio.

Persino il tavolo da pranzo, trasparente, è pensato per non interrompere il passaggio della luce: centrato nella stanza, accoglie quattro persone e si presta a cene condivise come a una postazione di lavoro occasionale. A diffondere il tutto, il pavimento in rovere chiaro e le superfici chiare, con dettagli scuri in ferro nero o bronzo solo dove servono a dare struttura.

Altezza mezza bellezza: qui niente si ferma a metà parete. Nonostante i soffitti generosi e a quota variabile, tutto sale fino in cima, restituendo pareti continue e una casa visivamente più ampia e molto più ordinata. La cucina ne è l'esempio più riuscito: lineare e compatta, è incorniciata da una boiserie che sale al soffitto e ingloba persino la porta a bilico d'accesso. A battente chiuso, la porta scompare nel disegno, letta come naturale estensione del piano di lavoro, con la maniglia a gola a garantire la simmetria e con essa una sensazione di ordine e tranquillità.
La stessa verticalità governa armadi e contenitivi, mentre l'illuminazione completa il racconto: sospensioni leggere, linee LED integrate in boiserie e piani, e un soffitto valorizzato da ciotole scure che invitano ad alzare lo sguardo.

Il cliente non cucina spesso. Da qui la scelta, ponderata, di elettrodomestici compatti: lavastoviglie da 45 cm e microonde combinato grill al posto del forno tradizionale, per liberare prezioso piano d'appoggio. Ma compatto non significa banale: lo schienale in gres effetto marmo Calacatta "vena vecchia", incorniciato dalla boiserie come una vera quinta architettonica, regala all'ambiente la sua nota più sofisticata.

Non si è trattato di arredare un monolocale standard, ma di riscriverne le regole, passando da un open space generico a una sequenza di micro-zone che dialogano senza muri. L'ingresso con vista libreria, la cucina che sembra più grande grazie alla boiserie-porta, l'alcova trasformabile e lo specchio che amplifica lo spazio sono i gesti che rendono questo interno memorabile e su misura per un target di fascia alta. In un contesto storico come Palazzo Masino, anche 40 mq diventano un luogo di carattere, dove lusso quotidiano fa rima con precisione.
Questo è Spazi Belli Little House. Complimenti allo studio!
Credits
Progetto: Maurizio Pol di KK Architecture
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko