Il progetto è stato sviluppato da MCMArch i cui fondatori sono Arch. Federico Cellini + Arch. Maria Eugenia Muratori + Arch. Chicca Manni
“Che bello...!!! Vorremmo rimanesse così, senza niente dentro, con le travi ovunque a vista”
Così ci dissero i committenti, una coppia con due figli adolescenti, quando per la prima volta andammo a vedere questo attico (circa mq.180) in un edificio degli anni '20 del secolo scorso, ubicato nella zona di Ponte Milvio e costruito in stile eclettico / neogotico come dono del padre alla figlia Diomira. Da qui il nome della villa.
Varie vicende hanno portato questa unità da monofamiliare, tramite una ristrutturazione dei giorni nostri, a più appartamenti, passando attraverso una lunga parentesi in cui, affittata alla Facoltà di Architettura, si trovavano i Dipartimenti di Restauro, Consolidamento delle Strutture e Urbanistca. All'ultimo piano (quello oggetto del nostro progetto) erano gli archivi da cui si passava, nelle pause tra una lezione e l'altra, per andare nella grande terrazza e... prendere un po' di sole nelle ottobrate romane: vita da studenti...!
Per i casi della vita, seguendo i lavori di ristrutturazione trentacinque anni dopo, ci siamo ritrovati su quel terrazzo ad ammirare in distanza la cupola di S,Pietro incorniciata dalle bifore cuspidate dell'altana discutendo di restauri e consolidamenti!
Il terrazzo (ca. mq.150) ha infatti un'altana di ca. mq. 30 caratterizzata da aperture “gotiche” e da un pavimento originale a scacchi bianchi e neri (cemento + ardesia) che, d'accordo con i proprietari, abbiamo deciso di mantenere nonostante fosse rovinato e macchiato in qualche punto:
Oggi è un luogo di svago e relax dove cenare con gli amici o guardare un film; a tale scopo abbiamo disegnato appositamente un grande tavolo ovale che possa essere utilizzato, una volta abbassato, anche da seduta così da enfatizzare l'informalità degli eventi.
Come prima scritto, l'appartamento si presentava, una volta dismessi gli archivi della facoltà, come uno spazio interamente libero coperto da un tetto a capriate che consentiva una luce di circa undici metri per un'altezza, in cuspide, di quasi sei metri;
non avemmo dubbi e la scelta progettuale fu fin da subito quella di costruire gli ambiti funzionali come volumi indipendenti, aggregati secondo le esigenze della committenza e distribuiti in base ai criteri compositivi di “percorsi”,“struttura” e “forma”:
solidi geometrici puri, sovrapposti, aggettanti si combinano sotto il grande elemento unificante della copertura, per contrasto ragnatela irregolare di travi in legno.
Data l'altezza interna, il “blocco centrale” ha una copertura praticabile dove si è ricavato uno studio e una zona lettura a cui si accede tramite una scala in legno con alzate e pedate in ardesia, materiale scelto in alcuni dettagli riprendendo gli scacchi neri del pavimento dell'altana;
così di ardesia è il piano della cucina (penisola) e quello del tavolo da pranzo come pure il pavimento del bagno ospiti e del bagno master, ma anche le soglie delle grandi porte finestre che danno accesso al terrazzo.
Una volta entrati in casa ci si trova nel grande spazio soggiorno che, con la zona cottura / pranzo, forma un ambiente unico a doppia altezza in cui le capriate in legno (ripristinate e verniciate di bianco) sono evidenziate anche da una illuminazione diffusa;
la zona cottura a vista è stato un punto in cui progettisti e committenti si sono trovati perfettamente d'accordo data la passione della proprietaria per la cucina e la volontà di avere una convivialità completa con gli amici.
La necessità quindi di ricavare volumi utili ed armadiature “a vista” ci ha portato a progettare un'intera parete cucina (m.6,50 x h. m.5) realizzata in falegnameria, colorata come le murature in un chiaro grigio sabbia ma leggibile per via delle superfici ondulate a richiamare la “tecnicità” della sua funzione.
A proposito delle scelte cromatiche, si è voluto procedere, man mano che si sale con lo sguardo, dallo scuro del pavimento (un rovere “lama di sega” trattato nero) al grigio delle pareti fino al bianco della copertura che per dimensioni e intreccio delle strutture lignee fa da vero “ombrello” sui volumi cui in precedenza si accennava.
Salvo poche eccezioni quali il divano o le sedie pranzo, i mobili sono realizzati su disegno.
Lo stesso dicasi per la zona notte cui si accede attraverso un corridoio “prospettico” le cui pareti inclinate vogliono allungare visivamente lo spazio enfatizzando il contrasto tra il respiro ampio del soggiorno e il sapore più privato e raccolto delle camere.
Anche in questo caso si è voluta creare una sorpresa per cui, dopo il passaggio volutamente angusto di cui sopra, si torna a vedere le capriate nelle camere, all'improvviso.
I bagni hanno comunicazione visiva tramite volumi vetrati che si protendono nelle camere creando scorci inaspettati e continuando a mostrare la copertura lignea
Fondamentale per l'intera composizione è il rapporto in / out tra appartamento ed altana in cui il terrazzo non è un semplice spazio aperto ma elemento di connessione nonché zona living attrezzata con mobili realizzati su disegno integrati con il decking; un passaggio semi coperto è così ponte tra il soggiorno e la zona ricreativa dell'altana ma anche bris soleil calcolato per schermare l'area lavoro cucina dal sole estivo.
Un dettaglio funzionale: per lo sfruttamento ideale degli spazi tutte le armadiature sono alte oltre tre metri per cui l'accesso alle ante alte avviene grazie a una scala (realizzata su disegno) agganciabile a un binario; tutte le partizioni dei mobili prendono quindi come punto di partenza la sua quota di innesto così da utilizzare la stessa scala sia per la parete cucina che per la libreria che per tutte le armadiature delle camere.
Un dettaglio formale realizzato su disegno: le porte hanno un sottile imbotte che sporge come una lama e ne disegna la geometria eliminando di fatto le tradizionali mostre.