Nel cuore di Roma, all’interno di un piano seminterrato segnato dalla stratificazione storica e dall’irregolarità spaziale del tessuto urbano, Thermae ripensa il concetto di abitare come rituale sensoriale.L’idea prende ispirazione dalle antiche terme romane e dal concetto di otium; il progetto rilegge in chiave contemporanea un modello abitativo in cui la domesticità non è funzione, ma esperienza. L’intervento nasce dall’intenzione di valorizzare un volume interrato, spesso percepito come vincolo, trasformandolo in una risorsa progettuale, attraverso un gesto radicale: l’eliminazione di ogni elemento divisorio interno.L’intero spazio si articola attorno a un unico elemento continuo: il pavimento in cocciopesto, che assume un ruolo portante e narrativo. Attraverso variazioni di quota, il piano definisce ambienti e funzioni, disegnando un percorso fluido che sostituisce ogni divisione verticale. Ogni dislivello suggerisce un uso, un tempo, un’attitudine.Il risultato è un ambiente monomaterico, coerente e avvolgente. Il cocciopesto, materiale antico e tattile, crea una continuità avvolgente tra superfici orizzontali e verticali, in un equilibrio tra memoria storica e linguaggio contemporaneo.La luce naturale penetra in modo filtrato, riflettendosi sulle superfici e restituendo un’atmosfera ovattata e rarefatta. Il percorso culmina nello spazio del bagno, dove il pavimento si trasforma in una vasca d’acqua: soglia simbolica che conclude, e insieme rigenera, l’intero tragitto.Thermae è un progetto che mette in discussione la logica distributiva tradizionale e propone una nuova modalità di abitare: più lenta, fluida, immersiva. Un’architettura che riscopre il legame tra corpo, materia e luce, tra storia e presente. Uno spazio che si abita come si percorre: con cura e con tempo.