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La casa dell'Arpista

La casa dell'Arpista
Descrizione
Siamo nel centro storico di Cuneo, all’interno di un piccolo appartamento affacciato sul curato e silenzioso cortile storico di un palazzo risalente, nelle sue diverse stratificazioni, al XV–XVIII secolo. 
 
Prima dell’intervento, l’abitazione appariva cupa, frammentata e profondamente segnata dal tempo. Un luogo ricco di potenzialità, ma compromesso da condizioni di forte degrado che hanno reso necessari importanti interventi di consolidamento strutturale, isolamento termico e rifacimento della dotazione impiantistica. L’obiettivo non era semplicemente recuperare uno spazio esistente, ma restituirgli una nuova identità, mettendo in dialogo la sua storia con un modo contemporaneo di abitare. 
 
La casa custodiva infatti una peculiarità preziosa: quattro ambienti, ciascuno caratterizzato da una diversa altezza e da una diversa conformazione del soffitto. Le travi lignee originali del Seicento convivono con le voltine in mattoni e putrelle, mentre gli ultimi due ambienti sono definiti da eleganti volte a padiglione. Queste differenze, inizialmente percepibili come frammentazione, sono diventate il punto di partenza del progetto. 
 
La nuova pianta abbandona una distribuzione rigida e gerarchica per costruire uno spazio più fluido, nel quale gli ambienti comunicano tra loro attraverso un percorso circolare. Non esiste un unico punto di vista privilegiato: la casa si scopre progressivamente, attraversandola. Gli spazi si susseguono e si rincorrono, offrendo scorci sempre diversi e trasformando il movimento quotidiano in una vera e propria esperienza spaziale. 
 
Lungo il perimetro dell’abitazione si inseriscono grandi arredi su misura, concepiti come veri e propri “blocchi” architettonici. Non sono semplici contenitori, ma elementi capaci di definire gli ambienti, organizzare le funzioni e accompagnare il percorso senza interromperne la continuità. Ogni blocco possiede una propria autonomia, ma allo stesso tempo entra in relazione con gli altri attraverso un linguaggio comune, costruito su tre finiture principali: il rovere, caldo e materico; il laminato verde, deciso e contemporaneo; e lo specchio ottonato, utilizzato per moltiplicare la luce e dilatare visivamente gli spazi. 
 
La scelta dei materiali nasce proprio dal desiderio di costruire un equilibrio tra ciò che appartiene alla storia dell'appartamento e ciò che invece dichiara apertamente il nuovo intervento. Il legno dialoga con le travi antiche, il verde introduce una presenza cromatica riconoscibile e lo specchio ottonato riflette e frammenta l’architettura, creando profondità inattese. Il nuovo non cerca quindi di mimetizzarsi con l’esistente, ma ne mette in risalto le peculiarità attraverso il contrasto. 
 
Il risultato è una casa pensata quasi come una grande scenografia: un involucro in cui architettura, arredi, materiali e luce costruiscono una sequenza di atmosfere. Una scenografia però non immobile, perché è la vita quotidiana a completarla e modificarla continuamente. Gli ambienti possono diventare intimi e appartati oppure aprirsi alla convivialità; possono accogliere momenti raccolti o trasformarsi in luoghi pubblici, vivaci, esuberanti. 
 
È proprio questa ambivalenza a definire il progetto: una casa capace di cambiare insieme a chi la abita, dove la memoria dell’edificio storico non viene cancellata ma diventa parte integrante di un nuovo modo di vivere lo spazio. 
Superficie
57mq
Località
Cuneo (Cuneo)
Tipologia
Ambienti
Open Space
40 mq
Camera da Letto
20 mq
Bagno
5 mq
Progetto di
Marco Galli Architetto
Architetto
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