Uno spazio one to one per DIPS FIT Personal Trainer
Genova, 2025
Non tutte le palestre sono fatte per tante persone.
Alcune nascono per accoglierne una alla volta.
Questo progetto parte proprio da qui: dalla volontà di creare uno spazio dedicato all’allenamento individuale, dove il rapporto tra personal trainer e cliente possa essere diretto, riservato e personale.
Non una palestra tradizionale, quindi, ma un luogo in cui prendersi del tempo per sé, essere seguiti, ascoltati e accompagnati.
Il progetto nasce dall’unione di due locali esistenti, originariamente separati da un muro protante. Per trasformarli in un unico spazio continuo e luminoso è stato necessario un intervento strutturale importante: la demolizione della parete di separazione e la realizzazione di una nuova struttura in acciaio.
Ed è proprio da questa necessità tecnica che nasce il segno più riconoscibile dell’intero progetto.
L’apertura ad arco, è nata dalla struttura antica del caseggiato (edificio del 1892) che riportava un arco tamponato. Abbiamo scelto di rispettarla, enfatizzarla e trasformarla in un vero elemento architettonico. La nuova putrella è stata quindi curvata seguendo quella geometria e lasciata volutamente a vista, nella sua finitura grezza.
Non volevamo nasconderla.
Volevamo che raccontasse il gesto strutturale che aveva permesso a due ambienti separati di diventare un unico luogo. La struttura diventa così parte del linguaggio del progetto: forte, tecnica, quasi industriale, ma inserita in uno spazio volutamente più morbido e accogliente.
Da quel momento l’arco diventa il filo conduttore di tutto.
Ritorna nelle aperture degli spogliatoi, nei dettagli della reception, negli elementi di arredo e infine nel logo, studiato insieme all’identità dello spazio.
Anche nel segno grafico una grande curva accompagna e contiene la figura in movimento, creando un legame diretto tra architettura, corpo e immagine.
L’arco nasce come struttura, diventa spazio e infine diventa segno.
Anche il colore segue la stessa logica.
Il terracotta scelto per il logo ritorna all’interno e dialoga con il crema caldo delle pareti, con le tonalità neutre del pavimento e con il nero deciso delle attrezzature. La tonalità è stata scelta con precisione su scala RAL, proprio per mantenere una continuità visiva tra grafica, architettura e arredi.
Anche il bancone della reception nasce da questo lavoro di coordinamento. È stato disegnato nel dettaglio dall’architetto e realizzato su misura dal falegname, seguendo forme, proporzioni, aperture, finiture e colore definiti nel progetto.
Non un mobile semplicemente inserito nello spazio, quindi, ma un elemento pensato come parte dell’architettura stessa. Le sue curve riprendono ancora una volta il tema dell’arco e contribuiscono a rendere riconoscibile l’identità dell’ambiente.
Nella zona degli spogliatoi, invece, il volume terracotta diventa quasi una quinta teatrale.
Una parete autonoma, scandita da aperture ad arco e tende chiare (come lo spogliatoio di una boutique), che si inserisce nello spazio come una piccola architettura dentro l’architettura.
Le geometrie semplici, il colore pieno e le ombre profonde costruiscono un’atmosfera quasi sospesa, con un richiamo alle architetture metafisiche di De Chirico.
Dietro questa quinta trovano posto gli spogliatoi individuali, pensati per cambi rapidi e per garantire privacy, mentre l’intera distribuzione è stata studiata per rendere lo spazio funzionale e conforme alle esigenze dell’attività. Sono stati ricavati due servizi igienici distinti, uno per uomini e uno per donne, di cui uno accessibile anche a persone con disabilità motoria.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al rapporto con la strada.
Le grandi vetrine portano luce naturale all’interno, ma nella zona dedicata agli esercizi la vetrofania è stata studiata con una parte opaca, in modo da schermare lo spazio e garantire la privacy a chi si allena.
Chi svolge gli esercizi può così sentirsi protetto e concentrarsi sul proprio percorso, senza essere esposto allo sguardo di chi passa all’esterno.
È un dettaglio apparentemente semplice, ma perfettamente coerente con l’idea che guida tutto il progetto: creare uno spazio aperto e luminoso senza rinunciare all’intimità.
Il cuore rimane il grande open space dedicato al movimento, dove il nero delle attrezzature e del pavimento tecnico incontra la luce, i toni morbidi delle pareti e la forza della grande struttura curva in acciaio.
Lo specchio amplifica lo spazio e rimette continuamente in relazione le due anime del progetto: il corpo e l’architettura, la forza e la morbidezza, il gesto tecnico e quello più intimo.
Il risultato è uno spazio pensato non semplicemente per allenarsi, ma per vivere un’esperienza più personale.
Un luogo senza folla e senza anonimato.
Uno spazio costruito intorno al movimento, ma soprattutto intorno alla persona.
Progetto architettonico, interior design e Direzione dei Lavori:
Arch Valentina Solera
Collaboratrice:
Arch. Tamara Castellano
Studio del Logo:
Designer Chiara Bevegni “Chiara Color Design”
Impresa edile:
RDK GLOBAL SERVICE S.r.l.
Impianto elettrico:
G.C. Impianti di GianCarlo Carbone
Impianto di condizionamento a pompa di calore canalizzato:
Assistenza Moretti srl
Arredo bagno e forniture piastrelle:
Bagnomania
Finestre e vetrine:
Tigullio Design
Falegname:
Alessio Cherin
Progetto strutturale: Ing. Daniele Merlo
Vetrofanie e insegne:
Nuova Neon Finetti
Fotografie di:
Daniele Ciampi fotografo
Vincen7produc7ion Studio