Il progetto di Casa Tao nasce dall'unione di due piccoli edifici che necessitavano entrambi, da anni, di riqualificazione. Il progetto si è, quindi, trasformato in un viaggio tra memoria e scoperta: i racconti dei nonni hanno preso forma nelle tracce ritrovate, tra antichi muri in tufo, segni di un incendio e vecchi lucernai recuperati. Antico e nuovo, bianco e nero, rustico e minimale: una continua dialettica di opposti. Da qui nasce il nome TAO, simbolo dell’equilibrio tra yin e yang, tra notte e giorno. Casa Tao dialoga con il suo ecosistema: materiali eco-sostenibili, impianto fotovoltaico e una distribuzione degli ambienti pensata per sfruttare la doppia esposizione Nord/Sud. L’illuminazione, studiata con la tecnica del wall-washing, è soffusa e discreta, capace di valorizzare la parete in tufo recuperata, protagonista del salone e scenografia della scala. Il progetto si sviluppa attraverso un ritmo di contrazioni e dilatazioni dello spazio, alternando ambienti aperti e raccolti. La scala, essenziale e quasi trasparente, accompagna verso l’alto in un percorso che si comprime e poi si apre sul terrazzo. Qui, il muro che protegge dai venti del nord è inciso da feritoie che catturano la luce e inquadrano frammenti di paesaggio lontano.