AP7 è un interno compatto che lavora per intensità più che per dimensione.
In 30 mq, il progetto non cerca di moltiplicare lo spazio, ma di renderlo leggibile, stratificato, capace di cambiare nel tempo.
Tutto si costruisce attorno a un sistema continuo di arredi in multistrato di betulla. Non sono semplici contenitori, ma elementi attivi che attraversano la casa, si piegano, si ispessiscono e definiscono l’uso dello spazio. La cucina diventa volume, poi armadio, poi sequenza; una parete si trasforma in dispositivo, separa senza chiudere, costruisce privacy e allo stesso tempo relazione. Sul suo spessore convivono funzioni diverse: specchio, nicchie, luce, retro del divano che diventa letto.
Lo spazio non è mai rigido. È un campo continuo in cui le funzioni si sovrappongono e si riscrivono nell’uso quotidiano.
Il colore introduce una doppia lettura.
Da un lato, la zona giorno lavora su toni freddi — verde e azzurro — che dilatano la percezione e dialogano con il legno chiaro. Dall’altro, il progetto si accende per contrasti: l’arancione entra come segno deciso, derivato da elementi iconici, e si diffonde per punti, costruendo ritmo e riconoscibilità.
Il bagno è l’opposto: uno spazio compatto, immersivo, quasi autonomo. Il rosso amarena avvolge completamente l’ambiente, annullando i confini e trasformandolo in una condizione più intima e raccolta. Le nicchie scavate e il disegno delle superfici ceramiche introducono profondità e vibrazione.
AP7 non è uno spazio neutro.
È un interno che lavora per relazioni, dove ogni elemento — arredo, colore, luce — partecipa alla costruzione di un equilibrio dinamico, capace di adattarsi e trasformarsi insieme a chi lo abita.