
Nel cuore di Roma, in un piano seminterrato segnato dalla stratificazione storica e dall’irregolarità del tessuto urbano, prende vita “Thermae”, un progetto firmato dall’architetto Giuseppe Maria Genco che reinterpreta il concetto di abitare come rituale sensoriale. L’ispirazione nasce dalle antiche terme romane e dal concetto di otium: il lusso del tempo per sé, inteso come esperienza e non solo come funzione. È un perfetto esempio di come l’architettura possa essere esperienza, viaggio e memoria, oltre che funzione.
Questo è uno dei 15 progetti selezionati per la quinta edizione di Spazi Belli Open House.
Thermae si sviluppa su una superficie di circa 75 metri quadrati, caratterizzata da una planimetria completamente irregolare. L’intervento trasforma quello che spesso viene percepito come un vincolo – il volume interrato – in una risorsa progettuale, attraverso una scelta radicale: l’eliminazione di ogni elemento divisorio interno.

Tutto lo spazio è open space e si articola attorno a un unico elemento continuo: il pavimento in cocciopesto, materiale antico e tattile usato già dai Romani, che riveste anche le pareti per un effetto monomaterico e avvolgente.
Il pavimento in cocciopesto, grazie a variazioni di quota, definisce ambienti e funzioni senza ricorrere a divisioni verticali. Ogni dislivello suggerisce un uso, un tempo, un’attitudine: si passa dalla zona giorno, a una zona di passaggio contenitiva, fino alla suite padronale.

Il percorso culmina nello spazio del bagno, piccola spa privata, dove il pavimento si trasforma in una vasca d’acqua, soglia simbolica che conclude e rigenera l’intero tragitto. La doccia è walk-in, con forme curve e semicircolari ispirate ai tempi romani, mentre il lavabo in marmo travertino riprende la morbidezza delle linee. Thermae propone una nuova modalità di abitare: più lenta, fluida, immersiva.

La luce naturale penetra, riflettendosi sulle superfici e restituendo un’atmosfera ovattata e rarefatta. L’intero progetto si sviluppa attorno a un linguaggio coerente fatto di linee morbide, archi, semicerchi e forme tonde, che superano la mera funzionalità e l’estetica per offrire un’esperienza immersiva. Abitare questo spazio significa riscoprire il legame tra corpo, materia e luce, tra storia e presente.

Questo è uno dei 15 progetti selezionati da Spazi Belli Open House. Complimenti allo studio!
Spazi Belli Open House - Edizione 5
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Credits
Progetto: GMGA - Giuseppe Maria Genco architetto
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko