
Ristrutturare un appartamento dalla planimetria complessa significa confrontarsi con vincoli strutturali, esigenze quotidiane e nuove possibilità distributive. È da questa sfida che nasce Spazio ritrovato, il progetto di ristrutturazione di un appartamento di 130 mq a Roma, firmato dall'architetto Sara Edalatkhah. Situata al piano terra, l'abitazione presentava una pianta irregolare, quasi a ventaglio, con pareti dalle angolazioni differenti, tre pilastri ravvicinati al centro e una distribuzione poco funzionale rispetto alle necessità della famiglia.
L'obiettivo era ripensare completamente gli ambienti, ricavando una zona giorno più ampia e luminosa con cucina a vista, una terza camera, un secondo bagno e una separazione più netta tra gli spazi comuni e quelli privati. Il risultato è una casa contemporanea in cui ogni elemento, dalla disposizione delle pareti alla scelta degli arredi, contribuisce a creare un ambiente armonioso, accogliente e soprattutto pensato per essere vissuto.

Una delle soluzioni più originali della ristrutturazione riguarda la posizione della cucina, collocata letteralmente al centro della casa. Non potendo raggiungere il terrazzo per ragioni impiantistiche, l'architetto ha individuato una configurazione alternativa che permette alla cucina di dialogare direttamente con il soggiorno, pur mantenendo una propria identità architettonica. Il risultato è un open space insolito, in cui l'ambiente cucina si presenta come una sorta di volume indipendente, aperto verso il living ma accessibile anche direttamente dal disimpegno.
La composizione sfrutta tutti e quattro i lati disponibili, alternando colonne attrezzate, superfici operative, vani contenitivi e mensole che alleggeriscono visivamente lo spazio. La penisola, elemento irrinunciabile per la committenza, integra una cantinetta, ulteriori contenitori e un piano snack dedicato alla colazione. Anche uno dei pilastri esistenti è stato inglobato nel progetto grazie a un intervento in cartongesso che ha permesso di ricavare nicchie e superfici funzionali. In questo modo, la cucina a vista non è soltanto un ambiente operativo, ma diventa il cuore distributivo dell'abitazione, capace di mettere in relazione gli spazi e favorire la convivialità.

Essendo situato al piano terra, nel centro di Roma, l'appartamento dispone di una luce naturale più contenuta rispetto a quella dei piani superiori, nonostante la presenza di grandi vetrate. Per rendere il soggiorno visivamente più luminoso, Sara Edalatkhah ha costruito il progetto d'interni intorno a una palette delicata, privilegiando tonalità chiare, materiali naturali e superfici capaci di valorizzare la luce disponibile. Le pareti presentano una sfumatura tenue e avvolgente, mentre il parquet in rovere naturale aggiunge calore e continuità agli ambienti, contribuendo a creare un'atmosfera domestica fin dall'ingresso.
Nell'arredamento del soggiorno, il dialogo tra elementi vintage e design contemporaneo conferisce carattere agli spazi senza comprometterne l'equilibrio. Le sedie d'epoca, con rivestimento giallo tenue, scaldano la presenza del tavolo con piano in vetro, mentre una radio vintage selezionata dall'architetto diventa un elemento distintivo del living. A completare la composizione intervengono opere decorative, tra cui un quadro recuperato dalla precedente abitazione dei proprietari, che introducono una dimensione personale e rendono l'insieme meno convenzionale.

Tra gli arredi contemporanei che caratterizzano il soggiorno spicca il divano Amalfi di Dondi Salotti, scelto nella configurazione a cinque posti e rivestito in tessuto bianco. Le forme morbide e sinuose introducono una presenza accogliente, mentre la tonalità chiara dialoga con le pareti e contribuisce ad alleggerire visivamente l'ambiente. La scelta del bianco, spesso considerata impegnativa per un divano destinato alla vita quotidiana, si inserisce perfettamente nel concept progettuale, che punta a valorizzare la luminosità e a creare un soggiorno elegante ma confortevole.

Uno degli aspetti più interessanti di questa ristrutturazione riguarda la capacità di trasformare gli elementi strutturali in opportunità estetiche e funzionali. I tre pilastri centrali, inizialmente percepiti come ostacoli alla distribuzione, sono stati integrati in un sistema di nicchie che attraversa diversi ambienti della casa. Alcune diventano librerie o vetrine espositive, altre accolgono oggetti decorativi, mentre quelle più ampie permettono di nascondere il passaggio degli impianti e di recuperare superfici altrimenti inutilizzate.
Anche l'ingresso è stato ripensato attraverso soluzioni su misura, come un armadio a tutta altezza realizzato nella stessa tonalità delle pareti, che offre spazio contenitivo senza appesantire la percezione dell'ambiente. Una nicchia attrezzata nasconde il centralino degli impianti e, grazie alle mensole e all'illuminazione integrata, diventa un elemento decorativo. I piccoli faretti inseriti negli incavi ne sottolineano la profondità, creando un effetto scenografico discreto. Le nicchie diventano così un vero filo conduttore architettonico, capace di dare continuità agli interni e dimostrare quanto una progettazione attenta possa valorizzare anche gli spazi più difficili.

Il progetto di interior design si sviluppa attraverso una palette delicata e una serie di richiami naturali che cambiano interpretazione nei diversi ambienti. Carte da parati, nicchie rivestite in legno e dettagli ceramici creano un linguaggio decorativo coerente, senza ricorrere a ripetizioni eccessive. Nell'ingresso, una carta da parati con motivi vegetali ed effetto tridimensionale introduce il tema floreale, offrendo un'accoglienza scenografica e anticipando alcuni dettagli presenti nel resto della casa.
Nel bagno, il riferimento alla natura assume una forma particolarmente originale grazie a una composizione di piastrelle floreali a forma di margherita, disposte su una sola parete all'interno di un ambiente dalle tonalità neutre. La disposizione è stata studiata direttamente a secco prima della posa, per ottenere un effetto dinamico attraverso un materiale rigido come la ceramica. A completare il bagno, un mobile lavabo ampio con due lavabi d'appoggio e vani contenitivi risponde alle esigenze funzionali, lasciando alla parete decorata il ruolo di protagonista.

La seconda grande intuizione distributiva della ristrutturazione riguarda la zona notte, dove l'obiettivo era organizzare la camera matrimoniale e quella del bambino mantenendole vicine, senza rinunciare a un bagno completo e a spazi contenitivi adeguati. La soluzione nasce dal posizionamento strategico di un'unica parete sagomata, capace di riorganizzare tre ambienti e creare un collegamento funzionale tra le due camere.
Grazie a questo intervento, l'architetto ha ricavato una cabina armadio passante di circa 6 mq e un bagno condiviso, concentrando le funzioni di servizio in uno spazio di collegamento. La configurazione permette di limitare le superfici dedicate esclusivamente ai disimpegni e di sfruttare in maniera più efficiente la metratura disponibile. La cabina armadio non è quindi soltanto uno spazio per organizzare gli abiti, ma parte integrante di un sistema distributivo che rende più pratici i percorsi quotidiani e mantiene in relazione gli ambienti privati della famiglia.

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Credits
Progetto: Sara Edalatkhah
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko
Brand partner: Dondi Salotti