
Vetrate che si aprono e diventano balconcini, travertino tagliato al contrario, boiserie su misura e una collezione d'arte illuminata come in pinacoteca. Lo Studio Gaetano Riccardelli ci mostra come si progetta una casa di pregio sotto un tetto inclinato.
Quando parliamo di case di pregio raramente ci vengono in mente i sottotetti. Pensiamo alle ville, agli attici di rappresentanza, ai piani nobili. Questa invece è tecnicamente una mansarda, ed è il progetto a renderla una mansarda di pregio.

Siamo a Caserta, in 155 mq con living, cucina, tre camere, tre bagni e una piccola lavanderia. A guidarci è Gaetano Riccardelli, alla sua seconda volta su Spazi Belli Open House. Non è un caso: sono case che spesso hanno grandi viste e grandi superfici, ma anche cambi di quota e falde imprevedibili, e chi le compra ha quasi sempre bisogno di affidarsi a un professionista. I proprietari, in questo caso, sono carissimi amici dello studio. Gaetano ha visto la casa insieme a loro prima ancora che la acquistassero.
All'inizio l'idea era di intervenire poco. Poi, mettendo le mani sul progetto, sono emersi i potenziali inespressi. Un intero lato della casa era chiuso, trattato come se fosse zona notte. L'intuizione dello studio è stata far corrispondere quella grande apertura con l'altra grande apertura, quella della cucina, creando una continuità visiva che oggi attraversa tutto l'appartamento. È la mossa che rende la casa luminosissima e spazialmente sorprendente, nonostante sia, appunto, una mansarda.

Nelle realizzazioni dello studio l'ingresso è il primo punto che si progetta, anche quando le case non ce l'hanno. Perché serve a schermare l'intimità della casa e a filtrare i percorsi, qui verso la cucina da un lato e verso la zona notte dall'altro.
Il portale d'ingresso contiene tutto quello che secondo Gaetano deve stare a portata di mano appena si entra: una nicchia svuotatasche, un vano per le scarpe di tutti i giorni, così che nessuno attraversi la casa con le suole sporche, un vano per chiavi e occhiali, e la cappottiera, che è già parte della parete attrezzata del soggiorno.
Qui si leggono anche le prime tessiture. La laccatura di falegnameria ha modanature disegnate dallo studio e pannellature cannettate, pantografate dal falegname. La stessa pantografia torna sulla porta della cucina, con una differenza sostanziale: lì il pannello è ritagliato su un vetro che lascia traguardare la profondità orizzontale della casa. Il colore è un greige caldo, un beige con un punto di giallo. È il metodo dello studio: ai neutri si aggiunge sempre un punto di giallo o un punto di grigio, ed è il giallo a rendere questa casa accogliente.
Il soggiorno è di rappresentanza e ha due gesti architettonici forti. Il primo è la lama che ricalca la falda. Il secondo è il portale che incanala e incornicia le grandi vetrate di fondo, preesistenti, e che proprio per questo hanno suggerito l'idea di dare loro una cornice.
Lo spazio che ha convinto i proprietari a comprare la casa è probabilmente questo: quattro vetrate che si aprono e diventano balconcini. Da chiuse restituiscono la continuità della parete, da aperte permettono di affacciarsi, cosa che nelle mansarde di questo tipo di solito non è concessa.

Sopra il tavolo da pranzo c'è l'unica sospensione della casa, perché nella filosofia dello studio la luce a sospensione ha senso solo sul pranzo. Le sfere di vetro sono trasparenti per scelta precisa: filtrano la luce senza schermarla e senza chiudere la vista.
Il tavolo è un regalo che Gaetano ha voluto fare ai suoi amici clienti. L'ha disegnato personalmente: piano in rovere impiallacciato e basi in pietra monolitiche, trovate con qualche difficoltà e lavorate appositamente per questo progetto. Il travertino è stato lasciato al naturale, senza stuccare le bucature. Paradossalmente, più il materiale vero resta se stesso, più diventa importante e caratterizzante.
La parete sinistra è la prima quinta che si vede entrando, ed è la parete del decoro. Carta da parati effetto tessile, scansioni studiate in fase di progetto perché quadri e opere trovassero una collocazione metodica, e un impianto illuminotecnico pensato come in una pinacoteca, con spot orientabili puntati sulle singole opere.
Lavorare per un cliente collezionista, racconta Gaetano, è un privilegio. Lo studio chiede sempre di poter vedere, fotografare e misurare tutto quello che i proprietari già possiedono, non solo per ricollocarlo, ma perché spesso è proprio dal vissuto dei clienti che nascono le idee di progetto. E perché un pezzo non valorizzato, incorniciato diversamente o messo su un poggio, acquista una vita nuova.

Alle spalle del divano una boiserie a rilievo nasconde le casse dell'impianto audio e integra punti d'appoggio e una presa di corrente. Vale per tutta la casa: la bellezza da sola non serve, la funzionalità da sola è triste. Anche il tappeto segue la stessa logica, realizzato su misura da un'azienda italiana e dimensionato per accogliere divano angolare, puff e poltroncine, chiudendo l'abbraccio della zona conversazione.
È il contraltare della parete d'arte, e qui comanda la praticità. Rovere sbiancato, rovere tinto nero, marmo nero Marquina e travertino in falda convivono in un unico disegno che ospita cappottiera, libreria, camino, legnaia e mobile bar.

Il travertino in falda merita una spiegazione, perché è il contrario di quello che siamo abituati a vedere. Tagliato controfalda, il travertino restituisce le classiche righe con i puntini. Tagliato nel verso della falda, disegna macchie che non si ripetono mai. È materia allo stato puro, scelta lastra per lastra in azienda e montata su disegno. Le mensole nate dagli sfridi di quella lastra hanno il bordo lavorato a muso di squalo, la stessa smussatura che il falegname ha ripreso sulla libreria: il dettaglio, dice Gaetano, è la differenza, e quando si ha sottomano un bravo artigiano vale la pena sfidarne il limite.
Il camino arrivava dalla casa precedente ed è stato ridimensionato per rientrare nel nuovo disegno. Ha una bocca in nero Marquina e un involucro fasciato in travertino, con quelle fresature che servono a gestire il calore che passa nella canna senza far cedere le giunzioni. Una necessità tecnologica diventata un segno grafico.
Negli angoli più bassi, dove la falda scende e la capacità contenitiva si riduce, sono nati i pezzi più divertenti: una legnaia realizzata in ferro per proteggere la laccatura, una piccola libreria espositiva illuminata da un punto luce puntuale, e un mobile bar in rovere tinto nero con top in nero Marquina, completo di alzatina come nei bar veri. È il pezzo del padrone di casa, che dell'ospitalità ha fatto una cura.

Il portale che separa la zona giorno dalla cucina è perfettamente simmetrico, con la porta allineata alla cornice della nicchia e due vani laterali gemelli. Venti centimetri scarsi di profondità che i proprietari hanno riempito di appendichiavi, portaocchiali e oggetti della quotidianità, mentre sul lato opposto trovano posto quadro elettrico, antifurto e tutta la parte impiantistica. Le mensole sono tamburate, smussate e volutamente staccate dal portale per restare leggere, con una strip LED incassata.
La cucina riprende i colori della zona giorno: basi laccate nello stesso nero della falegnameria, top in gres, pensili impiallacciati in un noce miele e bottigliere che raccordano il volume alla parete. Le colonne forno sono state spostate lateralmente per non appesantire lo spazio e lasciare respiro al tavolo, mentre frigorifero e dispensa restano vicini all'area di lavorazione dei cibi. Il percorso prosegue verso una zona di lavoro aggiuntiva e si chiude sulla lavanderia.

Qui il tetto scende, le inclinazioni vanno ricalcate e il falegname diventa l'unico strumento davvero risolutivo. Da lì la scelta di tematizzare tutta la camera: armadiatura retroilluminata da LED interni e pareti fasciate in legno con una tramatura a quadrati che dà pulizia e decoro insieme.

Non essendoci sospensioni, la luce si inventa dentro la falegnameria. Un profilo in alluminio realizzato su disegno, con schermatura frontale, restituisce solo una lama laterale di luce ambiente, morbida e mai abbagliante. Dietro i disegni della boiserie si nascondono i vani a scomparsa e persino un soppalco che ospita i motori della sauna del bagno padronale.
Il letto king ha spalliera in cuoio e bordo in tessuto, i comodini foderati in cuoio sono stati realizzati su disegno da un artigiano toscano. Alle spalle, un modulo a ribalta e una nicchia pensata per libri, cornici e ricordi. Perché una casa, dice Gaetano, deve restare un po' incompleta: è bello che racconti il percorso di una famiglia, non che arrivi già finita il giorno del trasloco.
Anche qui tutto parte dalla materia. Il gres ha un effetto trani bocciardato, con quella puntinatura che nella pietra vera nasce dalla lancia d'acqua, e dialoga con i mattoncini verdi in cotto, industriali ma con l'anima del fatto a mano.

La vasca è stata costruita su misura dall'impresa, con sottostruttura in ferro zincato e pannellature, poi rivestita in gres. Il top lavabo è arrivato dal rivenditore di ceramiche, il mobile contenitivo dal falegname: tre lavorazioni diverse, in tre momenti diversi, tenute insieme da un coordinamento tecnico che vale quanto il disegno.
Sopra la vasca, un importante lampadario in cristallo scelto dal proprietario. È il contrasto che tiene in piedi tutto il bagno: lo stile povero della pietra e del mattone lavorato a mano contro un pezzo dichiaratamente chic.
Una mansarda diventa una casa di pregio non per superficie o per posizione, ma per densità di pensiero. Falde che da vincolo diventano disegno, tecnica che diventa decoro, materiali lasciati liberi di essere quello che sono. E poi, come dice Gaetano, il pezzo che nessun progetto può portare da solo: l'anima di chi ci abita.
Questo è Spazi Belli Exclusive Open House. Complimenti allo studio!
Credits
Progetto: Studio Gaetano Riccardelli
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko