
Una palette misurata, materiali naturali, arredi disegnati su misura e improvvisi accenti di colore. Casa Oliva, progetto di Nomade Architettura selezionato per Spazi Belli Exclusive Open House, racconta un modo di progettare il pregio lontano dall’ostentazione: sorprendere, sì, ma sempre con eleganza.
Nel cuore di Milano, trovare una casa con un giardino privato è già qualcosa di eccezionale. Trovarne una capace di far dimenticare, una volta varcata la soglia, di essere nel centro della città lo è ancora di più.
Casa Oliva nasce proprio da questa condizione privilegiata: 350 mq distribuiti su due livelli, entrambi in relazione con il verde, ripensati integralmente da Nomade Architettura per una giovane famiglia cosmopolita arrivata a Milano dopo un’esperienza di vita all’estero.

Qui il pregio non coincide con l’accumulo. Non è una casa nella quale tutto deve necessariamente attirare l’attenzione. Al contrario: l’architettura costruisce uno sfondo sofisticato e apparentemente quieto, sul quale arte, colore, texture e pezzi speciali possono emergere nel momento giusto. La lezione progettuale potrebbe essere sintetizzata così: sorprendere con eleganza.
La prima sorpresa arriva ancora prima del soggiorno. Casa Oliva conserva qualcosa che negli appartamenti contemporanei, soprattutto in città, è diventato quasi un privilegio: un vero ingresso. Non pochi centimetri davanti alla porta, ma uno spazio di circa 8 mq pensato per accogliere, contenere e anticipare il linguaggio di tutta la casa.

È qui che compaiono per la prima volta alcuni dei motivi destinati a ritornare: il rovere caldo, il travertino, le superfici bacchettate, gli archi e soprattutto le nicchie.
Una di queste accoglie uno specchio a tutta altezza inscritto in un arco. È scenografica, ma anche funzionale: mensola svuotatasche, cassetti e armadiature sono integrati in una boiserie che nasconde gran parte dello spazio contenitivo.
È un dettaglio importante perché racconta bene l’intero approccio di Nomade Architettura: ciò che appare decorativo spesso nasconde una funzione, e ciò che è funzionale viene trattato come parte dell’architettura. L’ingresso diventa così una sorta di anticipazione della casa, un piccolo manifesto dei materiali, delle geometrie e delle soluzioni che incontreremo negli ambienti successivi.
Nel soggiorno il progetto affronta uno dei temi più interessanti di Casa Oliva: come costruire un ambiente quasi tono su tono senza renderlo piatto? La risposta sta nella profondità. Le pareti vengono modellate da una successione di nicchie, ciascuna con una funzione differente: libreria, mobile bar, spazio per l’arte, televisione, passaggi verso gli altri ambienti. Sono incorniciate dal rovere e dialogano con le porte realizzate su misura in vetro cannettato.

La palette architettonica rimane volutamente soft. Il rovere, i beige, il travertino e le tonalità neutre creano una base calma, sulla quale entrano poi in scena gli accenti. Ed è qui che la casa cambia ritmo.
Borgogna, arancione, blu e altre tonalità più decise compaiono nei complementi, nei tessili e soprattutto nelle opere d’arte. Tra queste, nell’area pranzo, un grande quadro tessile giallo già appartenente alla famiglia diventa una presenza quasi scultorea: non è stato il punto di partenza della palette, eppure sembra essere sempre appartenuto a quello spazio.
È proprio questo equilibrio a evitare l’effetto “camera d’albergo”, dove ogni dettaglio richiama perfettamente quello successivo. Casa Oliva cerca invece una coerenza meno letterale: un fil rouge riconoscibile, dentro il quale sia possibile introdurre qualcosa di inatteso.

Tra i materiali protagonisti c’è il Travertino Navona. Per il progetto è stato selezionato e acquistato un intero blocco, così da mantenere costanti nuance, porosità e disegno della pietra nei diversi elementi realizzati per la casa. È una scelta che racconta bene il livello di controllo del progetto.
Lo stesso materiale compare in contesti differenti e assume ogni volta un carattere nuovo: diventa zoccolatura, dettaglio architettonico, elemento contenitivo e infine protagonista del grande tavolo da pranzo disegnato su misura.

Qui la pietra abbandona qualsiasi rigidità e si trasforma in un elemento quasi scultoreo, caratterizzato da linee morbide e smussate. Un volume importante, ma non aggressivo, che accompagna lo sguardo verso uno degli elementi più preziosi dell’abitazione: il giardino.
Se il living lavora soprattutto sulla neutralità, la cucina introduce un cambio di registro. Verde pistacchio. Una scelta non scontata e fortemente voluta dalla proprietaria, che porta il colore in uno degli ambienti più importanti della casa senza interrompere il dialogo con tutto ciò che lo circonda.

Il marmo del top lavora quasi tono su tono con la laccatura, ma le sue venature contengono sfumature più calde, marroni e rossastre, capaci di ricondurre visivamente al rovere presente nel resto degli interni. Ancora una volta, quindi, non è il coordinamento perfetto a produrre armonia ma la relazione.
La cucina dimostra che una casa sofisticata non deve necessariamente rifugiarsi nel beige, nel tortora o nel grigio. Può permettersi il colore quando questo viene inserito dentro una grammatica progettuale precisa.

E soprattutto quando sa convivere con la vita quotidiana. Perché dietro l’immagine pulita si nasconde una cucina estremamente attrezzata e studiata intorno alle abitudini della famiglia, riprendendo alcune delle soluzioni già sperimentate dai proprietari nella precedente abitazione.
È però nei bagni che Casa Oliva si concede alcune delle libertà maggiori. Tra gli spazi più sorprendenti c’è il bagno degli ospiti, piccolo nelle dimensioni ma fortissimo nella personalità.
Piastrelle artigianali bianche, rosso carminio e un disegno quasi ottico all’interno della doccia costruiscono un’atmosfera rétro che ricorda certe località balneari di altri tempi. Gli archi ritornano nello specchio e il rovere cannettato ristabilisce immediatamente il legame con il resto della casa. È un piccolo ambiente, ma sembra una cartolina.

E poi ci sono le due powder room, forse il luogo in cui la libertà decorativa raggiunge il suo punto massimo. Sono piccole scatole scenografiche, concepite appositamente per generare sorpresa: una gioca con blu e arancione, l’altra con ocra e celeste, combinando resina, carte da parati importanti e dettagli di design. In una casa dominata da un’eleganza controllata, diventano quasi due parentesi: ambienti minuscoli nei quali è possibile osare molto di più.


Anche le camere e il bagno dedicati ai figli introducono un vocabolario più vivace. Carte da parati con animali e motivi floreali, resine colorate, armadiature su misura e letti capaci di trasformarsi in piccoli mondi privati costruiscono spazi pensati per l’infanzia, ma non destinati a invecchiare dopo pochi anni. Il punto interessante è proprio questo: Casa Oliva è una casa importante, ma nasce per essere utilizzata davvero da una famiglia con bambini.

Il concetto diventa ancora più evidente al piano inferiore, dove prende forma una grande stanza interamente dedicata a loro. Ci sono una parete attrezzata, gradini colorati, nicchie, contenitori, una piccola kitchenette e persino una zona cinema con schermo a scomparsa e grandi cuscini modulari, da riconfigurare liberamente per guardare un film, giocare o costruire improbabili castelli. Da qui si accede direttamente al giardino, annullando quasi il confine tra interno ed esterno.

Palestra, sauna, area cinema, cabina armadio, arredi su misura: gli elementi per definire Casa Oliva una dimora di pregio certamente non mancano. Eppure è riduttivo fermarsi all’elenco. Ciò che rende interessante questo progetto è soprattutto la sensazione che ogni spazio abbia una ragione per essere così com’è.
Nomade Architettura ha ridisegnato quasi completamente la casa, intervenendo sulla distribuzione, sugli impianti e sull’interior design. Gran parte degli arredi e delle porte è stata progettata appositamente e realizzata da artigiani, permettendo allo studio di controllare materiali, proporzioni e finiture.

È forse questo uno degli indizi più autentici del pregio contemporaneo: non la presenza di un oggetto costoso, ma la capacità di costruire un ambiente che non potrebbe essere semplicemente trasferito altrove.
Una nicchia ha quelle dimensioni perché deve accogliere un’opera.
Una cucina nasce intorno alle abitudini di quella famiglia.
Una cabina armadio riprende una soluzione che la proprietaria aveva amato nella casa precedente.
Un materiale viene acquistato in un unico blocco perché la sua sfumatura possa accompagnare, identica ma mai ripetitiva, ambienti diversi.
Questo è Spazi Belli Exclusive Open House. Complimenti allo studio!
Credits
Progetto: Nomade Architettura
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko