
Il lusso non è un materiale, non è un prezzo: è una sensazione.
Siamo a Milano, in un appartamento di 150 mq affacciato su CityLife, progettato da Angela Baccaro di Studio Place. Bianco, rosa cipria, oro e una scatola di vetro in camera da letto che è probabilmente la cosa più coraggiosa che abbiamo visto di recente.
Questa casa è stata pensata inizialmente per una sola persona, con un'impronta femminile che si sente da ogni angolo, poi la famiglia si è allargata: è arrivata una neonata e con lei Rori, un amico a quattro zampe. La casa ha tenuto bene entrambe le aggiunte.
La sfida progettuale era chiara fin dall'inizio: la cliente voleva spazi che sembrassero grandi, luminosi, capaci di contenere una vita senza sembrare mai pieni. La risposta di Angela Baccaro è stata lavorare sulla luce prima che sullo spazio, attraverso serramenti volutamente slim con profili sottili e colori chiari, grandi vetrate che portano dentro la piazza di CityLife e un sistema di superfici riflettenti che moltiplicano quello che c'è. Il living supera i 60 mq, ma grazie a questa logica ne sembra molti di più.

Il bianco, in questa casa, è una scelta radicale non perché sia difficile da usare, ma perché non lascia margine di errore: né sulla lavorazione, né sul materiale, né su nulla di ciò che ci si appoggia sopra. Non è un bianco puro, ma una tonalità leggermente più calda, studiata per rendere gli ambienti accoglienti senza togliere luminosità. Sulle pareti del lungo corridoio sono state applicate delle cornici su richiesta della cliente, un elemento classico usato con misura e senza ridondanza, pensato anche per ospitare future opere d'arte quando verranno individuate.

Il pavimento è in rovere posato a spina di pesce, un pattern che ha secoli e non invecchia mai, scelto per portare storicità e calore a un ambiente volutamente tenuto chiaro senza mai disturbare la composizione.

Al centro del living c'è il camino elettrico con il retro rivestito in specchio, e la prima volta che lo si vede colpisce proprio perché non te lo aspetti: uno specchio non è una superficie, è un'assenza che riflette e moltiplica, e quando il camino è acceso ne amplifica il bagliore. Le pietre che lo completano sono lavorate artigianalmente, con un risultato pulito e prezioso insieme. Sopra il tavolo da pranzo pende una corona in ottone da cui esplodono centinaia di fiori che è luminosa anche quando è spenta: è stato l'oggetto più sofferto dell'intero progetto per forma e dimensioni, ma secondo Angela Baccaro era l'unico che potesse stare in questa casa e guardandolo è difficile darle torto. Il divano bianco è stato scelto con la stessa attenzione, con una ricerca lunga e attenta per trovare il modello che si armonizzasse con il contesto, restasse nel registro delle nuance richieste ed essere comodissimo.

La cucina non si vede appena si entra perché è stata posizionata volutamente come una scoperta, e lo è nel senso più bello del termine. È rosa cipria, un tono delicato che Angela Baccaro ha confessato di aver temuto leggermente all'inizio e che invece ha trovato il suo punto esatto: le ante sono fresate verticalmente con bordi smussati e curve che sembrano modellate a mano, il top è in marmo bianco venato oro e lo zoccolino è in ottone, una lavorazione artigianale che non si fa in serie.

L'isola è generosa come richiesto, ma gli angoli del retro cucina sono stati smussati in negativo per creare un piano d'appoggio senza sottrarre spazio al passaggio, che rimane di almeno un metro, mentre le due colonne ai lati abbracciano l'isola contenendo frigorifero e dispense. I cassetti sono nascosti dalle ante perché non si voleva che si vedesse troppo, e la cliente riesce a tenere tutto in ordine nonostante gli spazi siano molti e tutti utilizzati. L'oro torna ovunque nella rubinetteria, nelle lampade, nel profilo degli zoccolini e nel lavabo stesso.
L'affaccio su CityLife ha permesso di ricavare un angolo colazione con vista sulla piazza e nessun palazzo di fronte, mentre il balcone lungo e stretto è stato curato con piante, vasi e luci esterne scelte con la stessa attenzione riservata a ogni altro dettaglio della casa.

Il bagno padronale è la chicca del progetto e la preferita di chi lo racconta: circa 10 mq separati dalla camera da letto attraverso pareti di vetro, una scatola trasparente e apparentemente fragile che contiene il momento più privato della giornata. L'idea nasce dalla volontà di rendere il bagno parte integrante della camera piuttosto che un ambiente separato e chiuso, e di dare alla zona notte la massima ampiezza possibile.

I rivestimenti sono in onice ambrato lucido, un materiale che cambia con la luce del sole e crea un gioco di riflessioni che gli specchi moltiplicano all'infinito, mentre il contrasto con le zone rivestite in Mazzonite, più scure, genera un senso di raccoglimento fatto di isole di luce e ombra dentro lo stesso ambiente. Al centro la vasca freestanding non è una scelta funzionale ma una dichiarazione: in questa casa esiste il tempo per stare fermi, e la finestra vicino alla vasca consente di guardare fuori mentre si è dentro. La doccia ha idrogetti e cromoterapia, tutto pensato per riconsegnare del tempo a chi la usa, e l'oro ritorna inevitabilmente nella rubinetteria e nei raccordi, perché Re Mida doveva lasciare la sua impronta anche qui.

Il letto è basso, quasi un futon, per permettere a Rori di salire e sentirsi parte della famiglia, e la testata è assente: è sostituita da una carta da parati cipriosa e vellutata al tatto, cromaticamente in accordo con tutto il resto.

Il secondo bagno racconta una storia completamente diversa, più scura e più minerale, e stupisce di nuovo in modo opposto al resto della casa. Lastre di gres effetto pietra lavica rivestono l'intero ambiente con sfumature di grigio e azzurro che ricordano qualcosa di antico e vulcanico: non c'è il rosa, non c'è l'oro cipria, il tono si abbassa e lo spazio, che non è grande ma non cerca di sembrarlo, acquista una propria identità forte. Le lastre arrivano a 120 cm di altezza e avvolgono tutto; dentro la doccia una piccola nicchia illuminata accoglie gli oggetti, mentre la rubinetteria è in oro rosa, scelta perché con questa pietra si armonizzava meglio rispetto all'oro giallo usato altrove.
Questo è Spazi Belli Exclusive Open House. Complimenti allo studio!
Credits
Progetto: Angela Baccaro di Studio Place
Produzione: Spazi Belli
Conduzione: Anastasia Leshchenko